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 Tutto il mondo piange la scomparsa di Luciano Pavarotti

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danilo91
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MessaggioTitolo: Tutto il mondo piange la scomparsa di Luciano Pavarotti   Gio Set 06, 2007 2:54 pm

Luciano Pavarotti ci ha lasciato. E' morto questa mattina nella sua villa vicino Modena. Il mondo intero sta piangendo uno dei nostri più grandi artisti, la voce che tutto il mondo ci invidiava.

Il tenore è scomparso alle cinque di questa mattina. Era malato di tumore al pancreas. Aveva 71 anni. Pochi giorni fa aveva detto: "Non ho perso il buonumore".

Anche Milano è in lutto, il Teatro alla Scala durante una dichiarazione dice: ha ospitato il nostro orgoglio nazionale; vorremmo rendergli omaggio con alcuni video di sue performances, oltretutto indimenticabili, tenutesi proprio alla Scala.

Le sua ultime parole sono state: "Ricordatemi come cantante d'Opera".

Qui sotto il pensiero del tenore:
Spero di essere ricordato, naturalmente, come cantante d’opera, ovvero come rappresentante di una forma d’arte che ha trovato la sua massiam espressione nel mio paese, e spero inoltre che l’amore per l’opera rimanga sempre di importanza centrale nella mia vita

Questa la dichiarazione del suo agente Terri Robson:

Ha combattuto a lungo una dura battaglia contro un cancro al pancreas che alla fine gli ha tolto la vita. Mantenendo l'approccio che ha caratterizzato tutta la sua vita e il suo lavoro, è rimasto positivo fino all'ultimo istante della sua malattia.
Aveva al suo fianco la moglie Nicoletta e le figlie Lorenza, Cristina, Giuliana e Alice.

L'ultima apparizione di Big Luciano era stato il Nessun dorma cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali a Torino nel febbraio dello scorso anno, mentre il suo ultimo concerto si è svolto a Taipei nel dicembre 2005.

Il sindaco di Modena, Giorgio Pighi, ha annunciato che proporrà che a Pavarotti sia intitolato il Teatro comunale della città. "Ci lascia un grande artista, un uomo buono - ha affermato Pighi commentando la scomparsa del grande tenore - Luciano Pavarotti ha dato lustro a Modena nel mondo".

Blog e quotidiani ne ricordano la carriera: dal debutto uffciale il 29 aprile del 1961, quando calcò per la prima volta le scene del teatro dell'opera di Reggio Emilia, interpretando Rodolfo ne La Bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli. Poi il successo internazionale ancora con La Bohème alla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra; e New York, città che lo ha accolto il 17 febbraio 1972 al Metropolitan Opera di New York dove, sulle note de La Figlia del Reggimento esalta il pubblico con nove Do di petto, impeccabili, nella sola aria introduttiva. Il pubblico ricambia con 17 chiamate ed ovazioni al sipario.

E ancora negli anni '90 i grandi concerti all'aperto, i duetti, le collaborazioni. Chi non ha avuto l'occasione di ascoltrlao almeno una volta durante gli annuali concerti de Pavarotti & Friends che tra il 1992 e il 2003 hanno racoclto a Modena grandisismi artisti internazionali.
Luciano non ti scorderemo mai!!!

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MessaggioTitolo: Pavarotti: In migliaia alla camera ardente   Ven Set 07, 2007 11:45 am

L'ultimo saluto a Pavarotti
In migliaia alla camera ardente


Il feretro nel Duomo di Modena da ieri sera. La bara bianca accompagnata dall'applauso della folla. Bocelli canterà durante il funerale, attesi tanti nomi celebri dello spettacolo e della politica

Modena , 7 settembre 2007 - Una moltitudine di persone in fila per firmare il libro delle condoglianze, per vedere arrivare la bara bianca accolta con un applauso, per esserci, per partecipare al grande saluto collettivo. In serata la salma di Big Luciano è stata traslata nel Duomo di Modena, dove è stata allestita fino a domani mattina la camera ardente e dove nel pomeriggio alle 15 avranno luogo i funerali in forma solenne. Durante la cerimonia Andrea Bocelli, grande amico di Pavarotti, interpreterà un noto canto eucaristico, il Panis angelicus. Probabilmente alle esequie sarà presente anche Bono degli U2.


Quando la voce che lo ha reso una leggenda mondiale lo ha via via abbandonato, come la fiammella tremolante di una candela che si stava inesorabilmente spegnendo, si è affidato al sorriso. Luciano Pavarotti ha continuato a lottare con un’espressione melanconica, ma mai rassegnata, rincuorando la moglie Nicoletta, le figlie, la piccola Alice e Cristina, Lorenza e Giuliana, avute dalla prima consorte Adua Veroni. E poi gli amici di sempre, affettuosamente raccolti attorno al suo capezzale, nella tenuta di Santa Maria di Mugnato nella campagne alle porte di Modena.


Il grande tenore si è arreso nelle prime ore di ieri, verso le 5 di mattina, nella sua terra, che gli dedicherà il Teatro Comunale, tra la sua gente. Aveva scelto la quiete della villa immersa nel parco e circondata dalle rose nella quale, oltre alla costruzione che ospita il ristorante Europa 92, adiacente all’abitazione, sorgono la stalla e il maneggio, perché i cavalli erano la sua passione, suggellata dall’idea di istituire il prestigioso concorso ippico internazionale che ha visto all’opera i più celebrati campioni.



In questa residenza isolata e tranquilla, presidiata con discrezione dalle forze dell’ordine, dopo che la notizia della morte aveva fatto il giro del mondo, Pavarotti ha trascorso gli ultimi giorni della sua esistenza.
Lì lo hanno assistito i medici del centro oncologico del Policlinico di Modena che lo hanno avuto in cura il mese scorso, quando le sue condizioni di salute avevano cominciato a preoccupare.
Luciano Pavarotti era infatti stato ricoverato al Policlinico la sera dell’8 agosto per una febbre un po’ troppo alta che lo aveva colpito mentre stava trascorrendo un periodo di riposo nella sua villa sulle colline di Pesaro, assieme alla moglie Nicoletta Mantovani e alla figlioletta Alice, nata nel 2003 all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.



Dopo l’operazione al pancreas per asportare la massa tumorale, eseguita a New York nel luglio 2006, il tenore seguiva da mesi terapie specifiche. Nel bollettino medico emesso all’indomani del ricovero a Modena si parlava di «stato febbrile», ma anche di «condizioni soddisfacenti» e della possibilità di dimissioni fin dalle giornate immediatamente successive. Big Luciano era provato, fisicamente, aveva perso sì una trentina di chili di peso, ma non il buonumore e la voglia di lottare contro il male, con caparbietà e coraggio.
Alla vigilia di Ferragosto i medici erano pronti a dimetterlo, tanto le sue condizioni generali di salute erano migliorate, ma pare sia stato proprio Pavarotti a scegliere di prolungare la degenza, perché si sentiva più protetto in ospedale, dove poteva contare su un’assistenza costante e tempestiva.



Il 20 agosto la direzione del Policlinico aveva diffuso una nota per spiegare che il ricovero si sarebbe protratto ancora qualche giorno «per accertamenti». Sabato 25 agosto le dimissioni e il ritorno nella sua villa di campagna a Santa Maria di Mugnano, per «continuare la convalescenza nella serenità dell’ambiente familiare», ma sempre assistito dai medici del dipartimento di Oncologia ed ematologia.
Voci non confermate, ma nemmeno smentite sul declino finale di Pavarotti — che alternava periodi di lucidità a momenti di perdita di conoscenza — si erano diffuse negli ultimi due giorni. Ma la sua lenta agonia non è stata un oblio totale.
«Luciano Pavarotti è sempre stato molto cosciente della situazione, ha cercato di combattere questa malattia. E’ stato molto presente di quello che succedeva, ma anche molto sereno», ha raccontato Antonio Frassoldati, medico oncologo del Policlinico modenese. E il professor Pier Franco Conte, l’oncologo che ha coordinato l’équipe che lo ha seguito anche a casa ricorda: «Penso non abbia sofferto, ha affrontato la malattia con serenità e forza d’animo, senza perdere l’ottimismo. E senza risparmiare battute in modenese alle infermiere».



I sanitari si sono attenuti fino all’ultimo alla consegna del silenzio voluta dalla famiglia e a dare l’annuncio della morte è stato il manager del tenore, Terry Robson, con un comunicato ufficiale.

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