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 Recensione WarHawk

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danilo91
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MessaggioTitolo: Recensione WarHawk   Mar Set 18, 2007 3:25 pm


Warhawk è uno dei titoli che meglio rappresentano lo stato di confusione in cui versava il marketing Sony durante il periodo di presentazione al pubblico di Playstation 3. Seguito semiufficiale di uno dei primi giochi per PSOne, questo shooter sviluppato da Incognito si propose al tempo come un videogame dai toni epici, caratterizzato da una campagna single player ricca, profonda e sapientemente valorizzata da una trama ottimamente sviluppata (Chi non ricorda il trailer in cui centinaia di Warhawk, affiancando gigantesche corazzate, volavano alla volta del campo di battaglia?). A questa andava ad affiancarsi un'esperienza multiplayer online per ben trentadue giocatori che avrebbe spinto il gioco via Internet a delle vette di eccellenza mai raggiunte prima. Come ormai sappiamo, però, negli ultimi due anni i piani commerciali di Sony Computer Entertainement sono mutati molte volte, così come le figure che ne hanno curato il marketing in tale periodo. Molti progetti sono stati abbandonati, altri sono stati ritardati fino a data da stabilirsi (Afrika, Eight Days, Heavy Rain...) altri ancora sono riemersi d'un tratto lasciando a bocca aperta gli spettatori (GT5 e Killzone 2); di certo questa volubilità della linea di condotta non ha giovato alla fiducia dei consumatori, disorientati da tanta indecisione.
Warhawk è stato probabilmente uno dei giochi che più ha contribuito a far crescere la diffidenza degli utenti nei confronti degli uomini marketing Sony: grandi promesse ripagate con poche informazioni allettanti, cambi repentini di programma, variazioni delle tempistiche e rivisitazioni del progetto erano all'ordine del giorno nella maggior parte delle homepage dedicate al mondo del videogame; anche durante l'E3 del 2006, fiera che dava per la prima volta la possibilità di toccare con mano il nuovo hardware Sony, Warhawk si presentava come una “Beta” multigiocatore priva di alcun cenno allo “Story Mode”, visivamente stuzzicante e particolarmente tenuta sott'occhio per il primordiale supporto all'incriminatissimo joypad “Sixaxis”. Successivamente l'annuncio definitivo: Warhawk sarebbe diventato un titolo puramente online (ma espandibile, “magari un giorno addirittura con uno Story Mode”, dichiarò lo stesso Dylan Jobe, producer del gioco) ed in men che non si dica le date vennero tracciate e rispettate una ad una, fino ad oggi, giorno in cui, dopo mesi di betatest privati, Il controverso titolo realizzato da Incognito Games giunge nel Playstation Network europeo e si presenta finalmente al suo pubblico e lo spiazza completamente, imponendosi come un'esperienza di gioco online di primissimo livello...

Ciò che in Warhawk non è gameplay è trattato in modo minimalista: non esiste una vera trama che si sforzi di motivare la guerra che intercorre tra gli “Eucadian” ed i “Chernovan”, come non è dato sapere alcun dettaglio sulla location o l'epoca in cui si svolgono i combattimenti. Di pari passo non ci sono filmati, artwork o quant'altro e lo stesso menu principale consente solamente di accedere alle partite “offline” (giocabili sia da quattro utenti in split screen su una sola PS3 che in rete locale), a quelle online, nonchè ad un menu di impostazioni generiche del gioco.
E' dunque un passo obbligatorio quello che ci conduce in tempi piuttosto rapidi ad addentrarci nella comunita internet di Warhawk, l acui organizzazione, per non tradire l'impressione precedente, rimane piuttsoto spartana ma comunque estremamente funzionale. Le classiche voci riguardanti la “Comunity” (in cui verificare il nostro stato di servizio e le classifiche dei combattenti ma anche gestire la lista contatti, verificare la loro presenza online ed eventualmente organizzarli in un Clan), l'accesso ad una partita già in corso e la creazione di una propria sono molto chiare e complete; la scelta della battaglia a cui si intende partecipare è assistita da una serie di “filtri” che permettono di scremare dalla lista dei server quelli che non corrispondono alle caratteristiche da noi impostate (come la lingua parlata e la zona di provenienza dei giocatori oppure il loro livello di abilità, la mappa su cui si svolge l'azione o il tipo di sfida, giusto per citare i più consueti).
La sezione dedicata alla creazione di una partita è ancor più corposa ma ancora una volta in pochissimo tempo consente di creare ottimi match, definendone il numero massimo e minimo di partecipanti (sebbene il gioco, prima di tutto, verifichi la qualità della nostra connessione Internet per stabilire il limite di partecipanti da essa supportabili), la loro suddivisione in squadre (che può essere, tra l'altro, casuale o stabilita in modo da ottenere team di pari abilità), gli handicap (come la percentuale di danno provocatoci dal fuoco alleato) e molte altre opzioni accessorie (l'abilitazione del match per il ranking online, la sua durata, il tempo di respawn o l'utilizzo dell'headset). Interessante anche la possibilità di partecipare in split screen ad una partita via Internet e la possiblità di salvare le “rotazioni” dei round per utilizzi successivi.

Warhawk è a tutti gli effetti un third person shooter in cui fino a trentadue giocatori si scontrano secondo le regole prestabilite dal creatore della partita; le modalità di combattimento sono quattro: Deathmatch, Deathmatch a squadre, Cattura la Bandiera ed il più originale "Zona". In quest'ultima tipologia di sfida a ciascuna squadra è assegnata una serie di avamposti, contrassegnati dalla bandiera della fazione dominante. Ogni soldato avversario che stazioni vicino alla bandiera la farà rapidamente scolorire (fino a farla diventare grigia, tinta che indica la neutralità di quella zona) e successivamente la renderà dello stesso colore del proprio team. Ovviamente vince chi, allo scadere del tempo di gioco, ha conquistato il maggior numero di zone.
Warhawk stupisce da subito per la complessità dell'azione di combattimento: ogni combattente ha la possibilità di partecipare alla battaglia utilizzando qualunque “dispositivo bellico” sia disponibile nella mappa. Questo significa che potremo sfruttare armi da fuoco (dal mitra al lanciafiamme), armi bianche ed esplosivi (bombe e mine) ma anche mezzi di trasporto (jeep e carri armati), mitragliatrici fisse, batterie da contraerea, torrette lanciamissili nonchè i famigerati Warhawk da cui il gioco prende il nome. Ogni armamento ha, ovviamente i suoi pregi e difetti, un bilanciamento tra potenza e tempi di ricarica, una gittata ed un munizionamento, ma anche un utilizzo “strategico” che suggerisce al giocatore di specializzarsi in quella tipologia di combattimento per contribuire all'azione di squadra (quando è prevista dal match). Proprio in funzione del vasto repertorio di stili di combattimento capita spesso di dover cambiare radicalmente tattica offensiva, magari perchè (complice l'assenza delle “Classi” del combattente) l'avversario che abbiamo di fronte è armato meglio o dotato di difese superiori; questo approccio così variabile al combattimento è una caratteristica fondamentale di Warhawk che lo rende vario, compulsivo ed estremamente appagante.
Il Warhawk rimane comunque il mezzo “principe” del gioco, sia per la sua versatilità di impiego che per la grande spettacolarità con cui si svolgono i duelli aerei fra questi velivoli. La sua grande peculiarità (o quella della sua controparte Chernoviana, il “Nemesis”) risiede nel poter assumere due differenti configurazioni di volo: quella da comune aereo ed il ben più insolito VTOL (Vertical Take Off and Landing), con cui può stazionare su una determinata zona e bersagliare più facilmente le truppe di terra. Il controllo di un Warhawk all'inizio è tutt'altro che facile, le due configurazioni sono dotate di differenti schemi di controllo e relative mappature delle funzioni sul Pad; inoltre la modalità “volo” consente alcune evoluzioni piuttosto inconsuete che vanno apprese molto bene prima di essere davvero utili in battaglia. Ciononostante, una volta preso coscienza delle potenzialità del nostro mezzo, il dogfight diventa molto semplice da gestire e sempre appagante in termini di sfida; i cieli delle cinque vastissime mappe che fungono da scenario di guerra sono disseminati di “item” che vanno raccolti con il nostro velivolo per dotarsi di ulteriori armamenti (missili, chaff, bombe e quant'altro) e maggiore energia per le difese. Non mancano gadget particolari, come il dispositivo stealth o il missile guidato (da condurre utilizzando lo stick analogico destro).
Il comparto video di Warhawk è sicuramente adeguato: non stupisce con effetti luminosi, blur o mappature di livello superiore, ma la grandissima profondità della visuale, la complessità e la vastità degli scenari e la loro visualizzazione a trenta frames al secondo (costanti in qualsiasi situazione di gioco) donano al titolo Incognito Games una senso di qualità più che adeguata. E comunque la modellazione degli ambienti, dei soldati e dei loro mezzi di trasporto (in special modo dei velivoli) è ben fatta: altrettanto si può dire delle texture, che in generale sono di buona qualità ed in qualche caso specifico raggiunge l'eccellenza. Ciò che manca, almeno per ora, è la varietà nella rappresentazione dei combattenti: le modifiche apportabili alla loro estetica sono ben poche, così come quelle delle livree di Warhawk e Nemesis. Buono il comparto sonoro, caratterizzato da alcuni brani piuttosto orecchiabili (in puro stile “conflitto mondiale”) che fanno da sottofondo ad esplosioni, rombanti motori a reazione e cigolii di carriarmati che avanzano ricreando un effetto campo di battaglia più che convincenti (Warhawk è certificato THX).

I limiti di Warhawk allora quali sono? Innanzi tutto è un gioco legato indissolubilmente al multipalyer, sia esso via Playstation Network oppure “in locale”; nonostante la connessione a banda laga sia ormai ampiamente diffusa in tutto il mondo ed il gioco online su Personal Computer sia una realtà ben accetta, il gioco via Internet su console è in uno stato di netta inferiorità numerica (ancor più nelle piattaforme Sony) e questo limite sicuramente ostacolerà non poco il successo di questo titolo. Questa limitazione del gameplay va inoltre associata alla canonica spartanità dei giochi incentrati sul combattimento online, che Warhawk rappresenta in modo esemplare: nonostante i menu siano chiari, completi ed intuitivi si sente la mancanza di un tutotial vero e proprio, un manuale che insegni al giocatore l'organizzazione delle partite, le modalità di gioco, lo sfruttamento delle armi e dei velivoli (difficilmente riuscirete a trovare il tempo di leggere gli “hint screen” che appaiono durante il gioco senza fare nel frattempo una brutta fine...). Il senso di “abbandono al proprio destino” che si prova durante i primi match è altissimo, quasi frustrante; fortunatamente i filtri consentono di livellare l'abilità degli avversari e rendono più agevole l'ingresso in partita.
Avremmo gradito qualche modalità di gioco in più, qualche altra mappa su cui combattere e semmai un background storico più consistente; ci limitiamo per ora a giudicare comunque positivamente la qualità e la quantità di sfide realizzabili con quanto disponibile, nella speranza di vedere presto nuovi pacchetti di contenuti aggiuntivi capaci di rendere ancor più vasta l'azione.

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