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 Roma

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danilo91
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MessaggioTitolo: La Storia dell'AS Roma   Sab Set 01, 2007 2:18 pm

LA FONDAZIONE.

Il signor Sebastiano Bartoli prese dalle mani della dattilografa disfatta dal caldo i tre fogli dettilostritti appena riempiti, ne sfilò le due veline di carta carbone e porse la copia di prima battuta all'onorevole Italo Foschi. Era il 22 luglio del 1927 e la riunione si svolgeva in via degli Uffici del Vicario. L'onorevole buttò sul posacenere l'ennesima sigaretta - ne umava un centinaio al giorno - si tolse per un attimo gli occhiali, aggiustandoli poi di nuovo sul naso, prese in mano il foglio dalle mani del signor Bartoli, lo inclinò in posizione più favorevole per ricevere luce dalla finestra, si schiarì la gola e cominciò a leggere sottovoce:


<< ASSOCIAZIONE SPORTIVA ROMA - via Uffici del Vicario n. 35.

Roma 22 luglio 1927

ORDINE DEL GIORNO n.1

Presi accordi con l'Amministratore Delegato On. Igliori e sentito il parere del Presidente Onorario Comm. Guglielmotti, ho concretato le norme esecutive per la Costutuzione dell'Associazione Sportiva Roma...>>

Il presidente Italo Foschi



Il battesimo arriva immediatamente dopo, propiziato dallo champagne offerto dai munifici padroni di casa, i fratelli Crostarosa. Qualcuno, parafrasando la celebre frase di D'Azeglio esclamò all'atto del brindisi: "La società è fatta, ora bosogna fare i giocatori". Ma si trattava solo di una battuta superflua perchè la prosecuzione della riunione era già destinata in partenza alla cernita dei calciatori da tessarare, dal momento che il problema era quello di una riduzione anzichè di una composizione dei ranghi.
La Roma, infatti, aveva già nelle sue schiere automaticamente i giocatori che facevano parte delle società appartenenti alla fusione: Alba, Fortitudo e Roman. Ognuna delle tre compagini contava una ventina d'elementi di prima squadra e francamente sessanta giocatori erano un pò troppo anche per una società che, nelle intenzioni dei suoi creatori, e prima di tutto in quelle di Italo Foschi, era destinata ad infrangere il monopolio calcistico dei grandi sodalizi del nord.
Italo Foschi era un organizzatore nato. Era stato un fervente interventista nella prima guerra mondiale e, come molti uomini del suo stampo, era pervenuto al Fascismo attraverso i ranghi nazionalisti. Abituato a pagare di persona era stato arrestato prima del 1922 ed aveva sostenuto numerosi duelli prima dell'avvento del regime. Federale prima a Spezia e poi a Roma per prima cosa si preoccupò, nella capitale, di incrementare e razionalizzare le attività sportive.

NASCITA DEL CALCIO A ROMA.

Il gioco del calcio allora era afflitto da una vera e propria dispersione di forze. Dall'inizio del secolo erano sorte a Roma le seguenti società calcistiche: Foot-ball Club Roma (1901), Roman (1903), Alba (1907), Fortitudo (1908). Poi c'era la lazio che era nata nel 1900, ma aveva istituito una sezione calcistica solo dieci anni più tardi.
La proliferazione era continuata poi per un altro decennio e nel 1922, ai tempi della lega nord e lega sud Roma contava otto squadre: lazio, Roman, Juventus, Fortitudo, Alba, Audace, Pro Roma e US Romana. Alcune di esse riuscirono anche a ben figurare nei campionati che seguirono. Nel 1922 la Fortitudo raggiunse la finale nazionale dove fu sconfitta dalla Pro Vercelli. Nel 1926 e nel 1927 ci arrivò l'Alba ma in entrambe le occasioni venne sconfitta. Il primo anno dal Bologna, il successivo dalla Juventus.


La squadra della Fortitudo. Al centro con i fiori in mano Attilio Ferraris.

I tempi per creare un sodalizio che fosse la reale espressione del potenziale calcistico dell'Urbe, visto che le dilettantistiche compagini delle capitale non erano ancora all'altezza delle squadre del nord, erano dunque maturi. Già prima dell'interessamento di Italo Foschi Pro Roma e US Romana si erano fuse e successivamente erano state assorbite dalla Fortitudo. A sua volta l'Alba aveva assorbito l'Audace ed ingaggiato non pochi giocatori della disciolta Juventus. Al momento in cui Foschi allacciò le trattative per la costituzione della Roma, esistevano dunque, nella capitale, quattro squadre di calcio. L'Alba presieduta dall'onorevole Igliori, la Fortitudo del marchese Sacchetti, il Roman che aveva come massimo esponente Vittorio Scialoja e la lazio.
Le intese di Foschi furono intavolate esclusivamente con gli esponenti dell'Alba, della Fortitudo e del Roma e durarono un paio di mesi durante la primavere del 1927. Alla fine il quadriunvirato Foschi-Scialoja-Igliori-Sacchetti stabilì che la Roma, il nome del sodalizio non suscitò neanche la più piccola riserva) si sarebbe occupata oltre che di calcio di ciclismo ed atletica leggera. La presidenza venne affidata a Italo Foschi.

I colori sociali si identificaro, naturalmente, con quelli della Città Eterna: il giallo ed il rosso. Colori che del resto avevano difeso le maglie del Roman. La prima sede della nuova società fu in via degli Uffici del Vicario, al numero 35.

Ad Italo Foschi va riconosciuto il merito di aver valorizzato il gioco del calcio a ROMA. Istituì a Roma l'Ispettorato Sportivo della Federazione dell'Urbe, fu dirigente di più società calcistiche nella capitale, mosse i passi per la nascita dell'AS Roma.

LA PRIMA ROSA.

Il problema più spinoso nella nascita della squadra capitolina fù quello di scegliere i giocatori che avrebbero dovuto comporre la rosa. Significava fare una cernita e questo lavoro durò alcuni giorni e non proprio nella massima armonia.
La neonata Roma, alla fine delle trattative si trovò una compagine di ben 28 calciatori: dieci provenivano dell'Alba ed erano: il portiere Ballante, Angelo Bianchi, Corbyons, Chini, Degni, Fasanelli, Mattei, Rovida, Ziroli e Celestini. Dalla Fortitudo ne arrivarono tredici: il portiere Rapetti, Bramante, Antoni Bianchi, Cappa, Canestrelli, De Micheli, Ferraris IV, Preti, Scocco, Scardola, Sbrana, Vittori e Zamporlini. Infine del Roman ereditò cinque giocatori: Carpi, Bossi, Fosso Isnaldi e Maddaluno. Dalle altre squadre italiane la Roma effettuò un solo ingaggio, l'attaccante Bussich dalla Triestina.
La scelta dell'allenatore cadde sull'inglese William Garbutt che aveva condotto il Genoa allo scudetto nel 23/24. Al fianco della squadra (per oltre quarant'anni) il massaggiatore della Fortitudo Angelo Cerretti.

E LO STADIO?

A metà anni Venti si contavano a Roma, oltre allo Stadio Nazionale (poi Stadio del P.N.F., poi stadio Flaminio) dalla capienza di 30 mila spettatori ma dedicato a discipline ginniche, cinque terreni di gioco "agibili". Il migliore era quello della Rondinella (dove giocava la lazio), poi c'era quello della Madonna del Riposo (che era stato sede di Fortitudo) il campo della Pro Roma (a piazza Melozzo da Forlì), il campo della Audace ed infine il Motovelodromo Appio. Quest'ultimo era fuori mano e bisognoso di ristrutturazioni ma la scelta di Italo Foschi e dei suoi collaboratori cadde obbligatoriamente su questo stadio: era l'unico che poteva garantire l'assorbimento dei tifosi delle tre società che avevano dato vita alla Roma. Venne fatto un contratto di anno, comprendente lavori di ampliamento ma il terreno di gioco non fù mai sistemato. Era quasi completamente privo di erba (!!!), polveroso con il sole ed una pozzanghera con la pioggia. La Roma giocò al Motovelodromo per due stagioni dopo di chè di trasferì a Campo Testaccio.

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MessaggioTitolo: Roma   Mar Set 11, 2007 10:57 pm

Il muro Ultrs dei tifosi Romanisti

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MessaggioTitolo: Re: Roma   Gio Set 20, 2007 3:55 pm


Continua a non fallire un colpo l’AS Roma di Luciano Spalletti. All’Olimpico, contro la FC Dinamo Kyiv, i giallorossi partono alla grande nel girone F della UEFA Champions League e si impongono 2-0 con i gol - uno per tempo - di Simone Perrotta e Francesco Totti: considerando la Supercoppa italiana, si tratta della quinta vittoria in altrettante partite senza subire reti. La Roma in un colpo solo esorcizza il precedente con i campioni ucraini di tre anni fa, quando l’arbitro svedese Anders Frisk fu ferito e sospese la partita (poi persa 3-0 a tavolino), e si prepara al meglio per la rivincita tra due settimane contro il Manchester United FC all’Old Trafford, dove ci sarà da cancellare il 7-1 della scorsa stagione.

Sorpresa Mancini
Spalletti recupera Doni e presenta soltanto una novità rispetto alla formazione che domenica ha sconfitto 2-0 la Reggina Calcio: sulla sinistra, nel terzetto alle spalle di capitan Totti, c’è il brasiliano Mancini anziché il francese Ludovic Giuly. Un solo avvicendamento anche per Anatoly Demyanenko rispetto alla squadra che nel campionato ucraino ha superato 2-1 in trasferta l’FC Metalurh Donetsk: a centrocampo c’è Oleh Gusev al posto di Ruslan Rotan.

Vantaggio immediato
La Roma spinge sull’acceleratore e passa già al 9’: cross di Max Tonetto - servito da Alberto Aquilani - dalla sinistra, Perrotta anticipa “secco” il suo marcatore e con un perfetto colpo di testa porta in vantaggio i giallorossi. Sei minuti dopo grande incursione di Marco Cassetti, sul suo tiro Olexandr Shovkovskiy è costretto alla parata in due tempi.

Ci prova Tonetto
La Dinamo si affaccia dalle parti di Doni soltanto con tiri-cross che non impensieriscono il portiere brasiliano. E’ invece la squadra di casa che continua a premere: al 21’, su una botta di sinistro dell’inesauribile Tonetto, Shovkovskiy fa buona guardia. Al 26’ si fa notare anche Philippe Mexes, che con un imperioso recupero sull’attaccante guineano Ismaël Bangoura strappa gli applausi del pubblico.

Palo di Juan
Al 29’ la squadra di Spalletti sfiora il raddoppio: Taddei affonda sulla destra e crossa, Perrotta devia il pallone e Juan da pochi passi coglie incredibilmente il palo. Un minuto dopo, giallo ad Ayila Yussuf per una dura entrata su Mancini. Poi il portiere ucraino è attento su una punizione di Totti deviata da Daniele De Rossi, del quale comunque il guardalinee aveva segnalato il fuorigioco. Al 44’ ancora una chance per il capitano, ma il suo tiro su cross di Cassetti è deviato in angolo da Serhiy Fedorov.

Shovkovskiy attento
La ripresa si apre con Diogo Rincón al posto dell’attaccante guineano Bangoura, infortunato: il brasiliano si fa subito notare con un colpo di testa che termina alto sugli sviluppi di un corner. Al 49’ interessante spunto di Mancini sulla sinistra, ma Shovkovskiy è bravo a chiudere lo specchio al brasiliano. Sei minuti dopo è provvidenziale il salvataggio in angolo di Taras Mikhalik, che evita il peggio dopo una splendida serie di triangoli tra Totti, Mancini e De Rossi.

Dentro Rebrov e Giuly
Al 56’ Demyanenko fa entrare un altro attaccante, Serhiy Rebrov, al posto di Michael. Mexes tenta senza riuscirci una rovesciata sugli sviluppi di una punizione di Totti; poi, dopo un’ora, termina la partita di Mancini che lascia il posto a Giuly. Il francese sciupa una colossale occasione al 69’, quando una verticalizzazione millimetrica di De Rossi lo mette a tu per tu con il portiere avversario che blocca il suo tiro.

Totti firma il ko
E’ il preludio al 2-0, che arriva dopo un minuto: Perrotta smarca perfettamente Totti, che entra in area e defilato sulla destra non lascia scampo a Shovkovskiy con un preciso diagonale. Per il capitano è il 190esimo gol in giallorosso, il 22esimo nelle coppe europee. Al 74’ Aquilani sfiora il 3-0, poi Doni è miracoloso su Rebrov. All’82’ gli ultimi due cambi romanisti: fuori Aquilani e Juan, applauditissimi, dentro David Pizarro e Matteo Ferrari. C’è tempo per un altro palo di Cassetti, il migliore in campo, da distanza “siderale”; poi, dopo due minuti di recupero, arriva il boato dell’Olimpico.

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