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 Lazio

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danilo91
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MessaggioTitolo: La Storia della nostra SS Lazio   Sab Set 01, 2007 2:01 pm

Nove gennaio del 1900, anno Santo: sono da poco terminati i lavori del Ponte Margherita che congiunge piazza del Popolo a piazza della Libertà balcone elegante sul Tevere dove fa capolinea una piccola ma nodale stazione filoferrotranviaria romana. Ed è proprio a piazza della Libertà, dove ogni anno migliaia di tifosi ancor oggi attendono la mezzanotte tra l’8 e il 9 gennaio per brindare alla Lazio, che nove giovani si riuniscono.
Sono sportivi: d’estate si cimentano nelle specialità che il Tevere ancora balenabile consente: canottaggio e nuoto.
Quando si avvicinano i rigori invernali si dedicano al podismo. E di lì a poco ci sarà proprio la corsa di Roma, nastri di partenza proprio a piazza del Popolo: nelle regole d’iscrizione si legge che gli atleti dovranno correre per una Società. Quei nove ragazzotti stanno ragionando da giorni sul nome di questa, sui propositi, sulla sede, sui colori, soprattutto sui soldi da rimediare…

Campione di podismo e leader naturale di quel gruppo per età e carisma è Luigi Bigiarelli, graduato dei bersaglieri, corpo di grande fascino in quel periodo grazie ai freschi ricordi di Roma Capitale d’Italia e dei cappelli piumati di corsa nella breccia di porta Pia con un carico di sogni e belle speranze.
Per quanto attiene alla sede si farà un affarone: per una lira “la Lazio” troverà casa a due passi. E la lira uscirà fuori da una autotassazione tra atleti, familiari e simpatizzanti. …E’ questo il primo nucleo di una passione che si tramanderà di generazione in generazione.
Per quanto riguarda simbolo e colori si pensa in grande.
L’aquila conquista tutti perché animale fiero e simbolo delle legioni romane: non si può certo dimenticare che il mito di Roma, Capitale della nuova Italia, andava in quegli anni per la maggiore e che il gruppo dei militari intorno alla Lazio si fece sentire.
Discorso maggiormente ispirato allo sport per quanto attiene ai colori: saranno biancocelesti in onore della Grecia, patria delle prime Olimpiadi moderne. Il nome, quello della Regione d’appartenenza.

Questo i nove decisero allora, mai immaginando cosa sarebbe diventato il movimento Lazio. Oggi, più di cento anni dopo, la Lazio gioca all’Olimpico di Roma del quale detiene il record di spettatori, oltre 80.000 nell’anno del primo Scudetto, record ineguagliato (Roma e Nazionale comprese), ha vinto in Italia ed in Europa nel Calcio e in tutte le altre discipline, ha una polisportiva che con le sue oltre 30 sezioni è la più grande e decorata d’Europa, si fregia del raro titolo di Ente Morale ed è Stella d’Oro al merito sportivo.

Quel che successe da quel giorno del 1900 è una sequenza di ricordi e conquiste straordinarie.
La corsa di Roma fu un trionfo, ma quei podisti, animati dal sacro fuoco vincevano tanto, per le strade e in acqua.
Il pallone fece la sua comparsa solo un anno dopo, nel 1901: lo portò un certo Bruto Seghettini spiegando le regole di questo nuovo sport che in Inghilterra faceva faville e che in Francia cominciava a far parecchi proseliti: e Bruto proprio oltr’alpe era socio e giocava nel Racing Club di Parigi.

Per trent’anni la Lazio, che sente l’onore di aver portato il Calcio nella Capitale d’Italia (come anche la pallanuoto e il rugby a livello nazionale), vince tutto quello che c’è da vincere a Roma.
La sua fama attraversa i confini regionali, tanto che viene invitata a Pisa per disputare la finale del primo campionato centromeridionale contro la vincente di un torneo al quale presero parte il Pisa, il Livorno e il Lucca, vincitrici dei rispettivi gironi locali. E’ il giugno del 1907 e la truppa biancoceleste, capitanata da Sante Ancherani arriva in treno alla stazione di Pisa: deve affrontare tre incontri in un solo giorno. In una giornata memorabile la Lazio vince tutte e tre le partite: Lazio-Lucca 3-0; Lazio-Pisa 4-0; Lazio-Livorno 1-0. Grandi i biancocelesti al centro-sud ma non al nord dove arriveranno anche alle finali nazionali nel 1913, 1914 e nel 1922 perdendo, però, contro gli squadroni del nord rispettivamente Pro Vercelli, Casale e Genoa.

Il calcio pionieristico finisce per convenzione alla fine degli anni ’20 quando viene introdotto il girone unico e così prende quota il campionato italiano.

I primi successi, il primo Tricolore

Negli anni trenta la Lazio è da vertice, sfiora lo Scudetto nel ‘36 ’37 e sfiora anche la prestigiosa Coppa Europa cedendo in finale agli ungheresi del Ferencvaros.: ci gioca il più grande attaccante italiano di tutti i tempi, colui che con 143 reti detiene un record di segnature difficilmente eguagliabile, Silvio Piola. Ci gioca anche un portierone come Uber Gradella. E con loro tanti altri.
Per non dimenticare il carattere polisportivo della Lazio, occorre ricordare, tra nuove fondazioni, risultati straordinari, momenti di sport epico che, tra le fila della Lazio, giocavano fior di campioni e personaggi illustri. Tra tanti altri, nella S.S.L. Escursionismo c’era il futuro Re d’Italia, Umberto II in versione Scout, nel Ciclismo corse per i colori biancocelesti Fausto Coppi: nelle fila della Lazio si annoverarono campioni Olimpici ed eroi di guerra: a molti di loro tante strade sono intitolate nella Capitale, a ricordo ed orgoglio imperituro.

Il primo trofeo, però, arriva solo nel 1958: la squadra di Fulvio Bernardini allenatore (fu il primo romano a vestire i panni della Nazionale, lui nato proprio nella Lazio) e Bob Lovati portiere coraggioso e capitano, vince la Coppa Italia battendo in finale la Fiorentina grazie ad un gol di Prini.

La seconda vittoria è tredici anni dopo: la Lazio vince la coppa delle Alpi nel 1971: si plasma la squadra che, di lì a poco, vincerà lo Scudetto. E’ il 1974, quando la “banda” di Maestrelli, dopo averlo sfiorato l’anno prima e solo due anni dopo il ritorno in serie A, vince il tricolore grazie ad una stagione strepitosa. Mitica la formazione: Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico. Allenatore, appunto, Maestrelli e Presidente Umberto Lenzini.

Gli anni bui

Gli anni successivi allo scudetto sono costellati da innumerevoli peripezie e disgrazie, dalla mancata partecipazione alla coppa dei Campioni per gli incidenti in campo e sugli spalti nella gara internazionale dell’anno precedente con l’Ipswich alla malattia e poi la morte di Maestrelli, dalla partenza di Chinaglia per gli Usa alla tragedia di Luciano Re Cecconi (finse una rapina in una gioielleria di un amico..), dal Calcio Scommesse che interruppe il ciclo d’oro della Lazio alla morte del tifoso Paparelli sugli spalti, dalle difficoltà a tornare nella serie maggiore fino agli spareggi per evitare la serie C, per colpa della seconda puntata del Calcio Scommesse. Ma sono tutte queste “prove” che hanno cementato il rapporto con la tifoseria biancoceleste tra le più calde e innamorate d’Europa.

Dopo anni difficili arriva prima Gian Marco Calleri, presidente della squadra che tornò in serie A, allenatore il burbero e mitico Eugenio Fascetti: è Calleri a riassestare le casse societarie e vendere poi a Sergio Cragnotti.
Con Sergio Cragnotti, romano, tifoso laziale, la storia cambierà.

L’era Cragnotti, il secondo scudetto ed i trofei internazionali

La Lazio raggiunge subito storici traguardi: cinque qualificazioni Uefa consecutive, arrivando una volta seconda (stagione 1994/95), due volte terza (stagione 1993/94 e stagione 1995/96), una volta quarta (stagione 1996/97) e una volta quinta (stagione 1992/93). Il capitano Beppe Signori, in cinque stagioni ha vinto 3 titoli di Capocannoniere.

Nella stagione 1997/98, con l’arrivo del nuovo tecnico Sven Goran Eriksson e di campioni quali Mancini, Jugovic e Almeyda, la Lazio torna finalmente a vincere: si tratta della Coppa Italia conquistata proprio davanti al suo pubblico il 29 aprile 1998, gara due contro il Milan. La squadra di Eriksson sfiora anche la Coppa Uefa, che perde soltanto nella finale di Parigi sconfitta dall’Inter.

La stagione seguente vede l’arrivo di altri grandi campioni quali Vieri, Salas, Mihajlovic, Stankovic e con il secondo Trofeo che dopo pochi mesi va ad arricchire la bacheca della Società. Sconfiggendo 2- 1 a Torino la Juventus, i biancocelesti vincono la Supercoppa di Lega (Trofeo in palio tra la vincitrice della Coppa Italia e quella del Campionato).

Quotata nel listino di Borsa in Piazza Affari dal Maggio 1998, la Società Sportiva Lazio S.p.A. diventa ben presto una grande realtà in Italia e all’estero. La Lazio conquista anche l’ultima edizione della Coppa delle Coppe a Birmingham battendo il Real Mallorca 2-1, alla fine di una stagione esaltante durante la quale è per lunghi tratti in testa alla classifica di Serie A, perdendo lo Scudetto per un punto all’ultima giornata.
Arriva nel frattempo la nuova stagione 1999/2000, quella del Centenario. La Lazio è piena di nuovi campioni: nonostante la partenza di Vieri i rafforzamenti rispondono ai nomi di Veron, Sensini, Simeone e Simone Inzaghi. Più tardi a Dicembre arriverà anche Fabrizio Ravanelli direttamente dall’Olimpyque Marsiglia.
Pronti e via e la Lazio trionfa ancora in Europa: il 27 agosto, nello stupendo scenario di Montecarlo, gli uomini di Eriksson conquistano la Supercoppa UEFA contro il Manchester United, vincitore della Champions League 1998/99.
I festeggiamenti iniziano il 9 gennaio 2000, con una bellissima festa allo Stadio Olimpico. Nel corso di una stagione difficile, intensa ed esaltante, la Lazio compete fino alla fine su tutti e tre i fronti nei quali è impegnata. Ne conquista due su tre.
Fermata nel cammino fin lì trionfale in Champions League, ai Quarti di Finale dal Valencia di Claudio Lopez, la Lazio conquista all’ultima giornata il secondo Scudetto della sua storia. Al termine di una giornata pazzesca, con la Juventus che perde a Perugia una partita che per via di un acquazzone rischiava di essere interrotta alla fine del primo tempo e la Lazio che, dopo la vittoria sulla Reggina, deve aspettare con 80 mila tifosi altri 45 minuti prima di urlare: CAMPIONI D'ITALIA!

Tre giorni più tardi a Milano contro l’Inter la Lazio conquista anche la Coppa Italia grazie ad uno 0-0 che sommato alla vittoria dell’andata per 2-1 regala il terzo Trofeo stagionale.

La Stagione 2000- 2001 dei Campioni d’Italia inizia ufficialmente l’8 settembre 2000 con un’altra grande vittoria. La Lazio di Eriksson vince la Supercoppa di Lega battendo l’Inter allo Stadio Olimpico di Roma per 4 a 3. In grande evidenza gli ultimi due acquisti dell’era Cragnotti: Hernan Crespo e Claudio Lopez. Si tratta della settima vittoria in tre anni della Lazio di Eriksson e Cragnotti.
Nel corso della Stagione la Lazio cambia l’allenatore: dopo tre anni e mezzo di trionfi la Lazio e Mister Eriksson decidono in comune accordo di lasciarsi da buoni amici. Il giorno del suo 101° compleanno la Società biancoceleste, nel mezzo di una festa bellissima e commovente, saluta tra l’ovazione di migliaia di tifosi il Mister dagli occhi di ghiaccio ma dal cuore d’oro ed accoglie un altro grande personaggio: Dino Zoff che dichiarandosi un uomo-Lazio smette i panni da Vice Presidente, tra l’altro da poco indossati, ed accetta l’incarico di guidare la squadra. La squadra guidata da Dino Zoff lo stesso anno si classifica al terzo posto qualificandosi per la Champions League.
Nella stagione 2002-2003 torna in biancoceleste Roberto Mancini, questa volta da allenatore, che prende in mano un gruppo voglioso di riscatto. I problemi economici però non mancano e solo grazie al gran lavoro del nuovo gruppo societario subentrato alla famiglia Cragnotti, costretta a lasciare la guida della società alle banche azioniste, per via di un default delle proprie aziende alimentati, la Lazio riesce a rinascere. Mancini e i suoi ragazzi centrano la qualificazione in Champions League e sfiorano la finale della Coppa Uefa. Al secondo anno di panchina, Mancini conquista finalmente un trofeo. Nonostante le difficoltà economiche non abbandonino la società biancoceleste, costringendo la squadra a fare a meno, a metà stagione a Conceiçao e Stankovic, i ragazzi di Mancini vincono la Coppa Italia TIM 2003-04. Dopo aver eliminato Modena, Parma e Milan (vincendo 2-1 a Milano e 4-0 all’Olimpico) la Lazio batte l’altra finalista Juventus 2-0 in casa e pareggia 2-2 al Delle Alpi. E’ il 12 maggio 2004 e, a trent’anni di distanza dal primo scudetto, la Lazio conquista la quarta Coppa Italia della sua storia.

Anche questa volta alle grandi soddisfazioni seguono le disgrazie e anche questa volta la Lazio rischia grosso ma viene salvata ancora una volta dall’amore della sua gente che in massa acquista azioni sul mercato e soprattutto si riversa in massa nelle piazze per gridare attenzione per la situazione della società capitolina.

La ricostruzione, l’arrivo di Claudio Lotito

La stagione 2004/05 inizia con l'avvento in Società di un nuovo azionista di maggioranza. Il 19 luglio 2004 il dottor Claudio Lotito diventa il nuovo Presidente della S.S. Lazio dopo le dimissioni dell'Avv. Ugo Longo che aveva nel frattempo gestito, da ex avvocato della famiglia Cragnotti, il delicato periodo di transizione.
Attualmente la guida della società è saldamente nelle mani di Claudio Lotito che ha riportato la situazione finanziaria del club a livelli accettabili transando il debito con il Fisco e praticando un’oculata politica di riduzione dei costi e di incremento dei ricavi. La Lazio è tornata quest’anno in Champions League dopo aver raggiunto in campionato la terza posizione.
L’ultima novità in ordine di tempo è lo scorporo della società S.S. Lazio Marketing & Communication che detiene la gestione del brand S.S. Lazio SpA.
Prosegue giorno dopo giorno la lunga, centenaria vita della Lazio: prosegue nelle sedi societarie, nei campi di tutti gli sport, tra grandi atleti e giovani di belle speranze. Un dedalo di storie e di vite che si intrecciano. Forza Lazio, il futuro è adesso.

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MessaggioTitolo: Dichiarazioni di mister Rossi a proposito del sorteggio   Sab Set 01, 2007 2:11 pm

L'urna di Montecarlo non ha proprio sorriso alla Lazio, ma se da una parte i biancocelesti dovranno vedersela con i "galacticos" del Real Madrid, dall'altra sanno che i posti disponibili per il passaggio del turno sono due e che non hanno niente da invidiare ai tedeschi del Werder Brema o ai greci dell'Olympiacos.

E' sereno il tecnico Delio Rossi: "Le squadre che partecipano alla Champions sono le 32 migliori d'Europa, il girone non è facile, ma è normale che sia così. In ogni caso penso che ce la giocheremo".


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MessaggioTitolo: Le nostre avversarie in champions   Mar Set 04, 2007 11:07 pm

WERDER BREMA
L'Europa che ci aspetta: Werder Brema orfano di Klose, Diego non basta La squadra biancoverde, ceduto al Bayern il suo uomo migliore, ricomincia con ambizioni minori.

L’evocazione da parte dei tifosi del Bremen Land del fantasma di Miroslav Klose nella pochezza dell’attacco attuale e il paragone tracciato da Thomas Schaaf tra la nascita di questa nuova squadra e l’inizio della decadenza della seconda metà degli Anni Novanta descrivono una crescente preoccupazione da parte della gente sulle rive del Weser per la mancanza di riscontri effettivi da parte della dirigenza, presieduta da Jurgen Born.
Klose, bomber del Werder dal 2004 al 2007, aveva ricondotto con i suoi cinquanta gol in tre anni la città sulla ribalta sportiva tedesca, esattamente come era accaduto a Rudi Völler a metà degli Ottanta o a Mario Basler agli inizi del decennio successivo. Ora il rischio è quello di tornare nell’anonimato, visto il rafforzamento delle altre - Bayern in primis - e l’indebolimento proprio. Ma una città come Brema non può stare ai margini, non può rimanere a guardare ed un certo nervosismo si incomincia in realtà a percepire.
La partenza di questa stagione non è stata, a dire il vero, malvagia: l’ottenuta qualificazione ai gironi di Champions League a scapito di una coriacea Dinamo Zagabria ha riportato un certo entusiasmo, ma lo zero a quattro rimediato al Weserstadion alla seconda giornata proprio dai rivali bavaresi pesa come un macigno sul futuro ed ha sollevato mille dubbi e più di una protesta fra i tifosi. E’ proprio il reparto avanzato della formazione biancoverde quello che più preoccupa. A parte il neoacquisto Sanogo, partito discretamente, gli altri componenti dell’attacco sono in preda a nuovi acciacchi ed antiche paure e, come sempre, è stato il brasiliano Diego a prendere per mano la squadra nel preliminare di coppa dei campioni e nell’avvio di Bundesliga. Ma il talento di Ribeirao Preto, che si sta pian piano trasformando in fuoriclasse, orfano dell’unico giocatore della squadra che parlasse la sua stessa lingua calcistica si sta lentamente trasformando in un predicatore nel vuoto, perché davvero poco è stato fatto per mantenersi sull’ottimo livello delle passate stagioni.
In Germania basta un niente e da un anno all’altro si può fare un capitombolo di dieci posizioni in classifica. La competitività negli anni si è alzata moltissimo ed alle grandi storiche si è affiancata tutta una truppa di squadre emergenti che poco spazio lasciano al margine d’errore altrui. Sbagli un anno e ti ritrovi in retrovia a ricominciare daccapo e senza i milioni che entrano grazie alle coppe europee. L’Europa, appunto. Qui, forse, la più grande leggerezza estiva della dirigenza biancoverde. Perdere uno come Klose, senza rimpiazzarlo, significa azzerare le proprie velleità nella massima competizione continentale, perché ai gironi il Werder entra con merito, sebbene una sudata colossale sia stata necessaria per eliminare i croati della Dinamo Zagabria, ma per restarci quanto? Nel girone i tedeschi accedono come terza, forse addirittura, quarta forza in campo. Il Real Madrid è di un altro pianeta - lo è sempre stato e sempre lo resterà, per il calcio tedesco in genere - ma anche la Lazio presenta un organico quantitativamente, ma soprattutto qualitativamente assai superiore. Così come, probabilmente, anche l’Olympiakos Pireo.
Dato per assodato che in Germania il Bayern Monaco non avrà rivali, dato per scontato che la via europea sarà ben breve, che dimensione potrà mai avere questa stagione per una squadra orfana del suo campione? Grigia, come il cielo di Brema, come il gioco espresso in questo avvio di stagione e con un grande rischio dietro l’angolo: quello che anche il talento cristallino di Diego si frustri e che il fuoriclasse brasiliano si deprima, con la logica conseguenza di fare anche lui i bagagli a fine stagione. Lui da solo non può bastare, tanto vale far su un’altra barcata di milioni: perché questa è la strada tracciata dalla cessione di Klose. I bei tempi, sulla riva del Weser, sembrano finiti.
Matteo Asquasciati

LA ROSA DEL SV WERDER BREMEN 2007-2008
PORTIERI: Tim Wiese (1981), Christian Vander (1980), Nico Pellatz (1986)
Finita l’era Reinke, con un Wiese ormai da tempo titolare affermato, si è deciso di dare fiducia come dodicesimo a Vander e di investire sul futuro, acquistando dall’Hertha Berlino il ventenne promettentissimo Pellatz. Wiese, ex estremo difensore dell’Under 21 tedesca, è in ogni caso una sicurezza, fortissimo tra i pali, buono anche in uscita. VOTO 6,5
DIFENSORI: Petri Pasanen (1980), Ronaldo Aparecido Rodrigues “Naldo” (1982), Clemens Fritz (1980), Duško Tošić (1985), Per Mertesacker (1984), Pierre Nlend Womé (1979), Patrick Owomoyela (1979), Leon Hougaard Andreasen (1983), Sebastian Boenisch (1987)
Rientrato dal prestito a Magonza il danese Andreasen, l’unico innesto di rilievo è il terzino sinistro della nazionale serba Tošić, acquistato dal Sochaux. Naldo e Pasanen sono una coppia centrale collaudata, forti di testa ed abili negli inserimenti offensivi. Il brasiliano, poi, è dotato di un destro che sui calci piazzati fa paura. Mertesacker - cercato in estate da mezza Europa - è un difensore universale, forse i rincalzi non sono del tutto all’altezza della situazione, anche se l’acquisto del nazionale Under 21 Sebastian Boenisch all’ultimo secondo del mercato può dare a Schaaf un’alternativa di valore in più. Voto 6,5
CENTROCAMPISTI: Frank Baumann (1975), Jurica Vranješ (1980), Diego Ribas da Cunha (1985), Daniel Jensen (1979), Torsten Frings (1976), Tim Borowski (1980), Carlos Alberto Gomes de Jesus (1984), Kevin Artmann (1986), Amaury Bischoff (1987), Peter Niemeyer (1983)
Il reparto più completo della squadra. Due pedine inamovibili della nazionale tedesca come Frings e Borowski, uno come Baumann che lo è stato sino a due anni fa. Tre mastini che garantiscono la quantità necessaria a supportare l’estro, il genio di Diego, maturato da quando è in Germania, al punto che le sue famose pause sono ormai solamente un ricordo. Vranješ e Jensen sono ottimi comprimari, mentre Carlos Alberto è una scommessa: quando arrivò ad Oporto lo dipingevano come un fenomeno, ma forse non era ancora pronto per l’Europa. Vedremo se l’aria di Brema rivitalizzerà anche lui, come già accaduto con il connazionale Diego. Voto 7
ATTACCANTI: Markus Rosenberg (1982), Aaron Hunt (1986), Ivan Klasnić (1980), Boubacar Sanogo (1982), Hugo Miguel Pereira de Almeida (1984), Kevin Schindler (1988), Martin Harnik (1987)
La cessione di Klose indebolisce irrimediabilmente il reparto offensivo dei biancoverdi, l’arrivo dall’Amburgo dell’ivoriano Boubacar Sanogo non può certo compensare la perdita. E’ un discreto giocatore, certamente non un bomber. E dal momento che anche Rosenberg e Hugo Almeida non sono tipi da doppia cifra, bisognerà valutare la verve da goleador di un Klasnić che i suoi gol li ha sempre fatti, ma senza mai eccellere. VOTO 5
LA PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2): Wiese; Mertesacker, Pasanen, Naldo, Tošić; Frings, Borowski, Diego, Baumann; Almeida, Sanogo (Klasnić). ALLENATORE: Thomas

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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Mar Set 04, 2007 11:08 pm

REAL MADRID

L'Europa che ci aspetta: Real Madrid, Galacticos alla controprova Ultima chiamata per le superstelle del Bernabeu: in Europa è vietato fallire.

C’è un momento che prima o poi arriva per qualsiasi grande progetto. E’ quello in cui l’atavico sperperio di denaro, la mancanza di equilibrio tra investimento ed ottenimento dei risultati deve fare i conti con la responsabilità assunta verso la gente e con la miseria delle soddisfazioni proposte. Jean Paul Sartre sessant’anni fa avrebbe parlato di ambiguità, incertezze, nessi di passione, o di complicazioni delle esperienze quotidiane, che contrassegnano qualunque vicenda e la sostanziano di una carica di tensione continua: oggi possiamo cavarcela pensando alla vicenda di un progetto che si cerca attraverso i propri fallimenti. Fino a un mese fa, Ramón Calderón ha rimandato all’infinito il momento fatale, continuando a catturare la nostra attenzione per la clamorosa rimonta della sua squadra nella Liga e per le sorprese che non smette di riservare alla Spagna ed al mondo.

La cacciata dell’unico allenatore veramente vincente, Fabio Capello, è stato un coupe de theatre da funambolo per scacciare un tempo dove le prospettive sono incerte ed incombono oscuri presagi, dove gli stessi soci del club più prestigioso del mondo si trovano combattuti fra l’illusione che ancora nutrono di poter costruire una squadra veramente “galattica”, nel senso di invincibile, e la necessità di scelte nei rapporti con se stessi e con l’uomo che li rappresenta alla guida del loro club. L’Europa, dove il Real fallisce da cinque anni, incombe con forza perentoria. Dopo aver assegnato ad un “uomo Real” come Bernd Schuster un ruolo di primo piano nel perseguimento dell’utopia galattica, dopo aver sottratto a scopo soprattutto di immagine Javier Saviola agli eterni rivali del Barcellona, Calderón ha tenuto a precisare ancora una volta le linee guida del progetto: “Gioco di stile, coraggio, professionalità, risultati, titoli…”. Schuster ha colto l’occasione al volo – come faceva sul campo – per rincarare la dose: “Spero che i giocatori pensino ai tifosi e cerchino di renderli felici. Non basta solo vincere titoli, si deve riuscire a divertire i tifosi”. Fumo negli occhi, deve aver pensato Fabio Capello, per il quale la cultura della vittoria è una religione. Ma al numero uno di Avenida Concha Espina è parso non bastare, nella sua assoluta visione di colui che tutto può perché tutto vuole.

E’ partita così una piccola epurazione che, in realtà, era già prevista da diversi mesi. Insieme a Capello il più illustre a farne le spese è stato proprio David Beckham, che a Madrid, se ne può star certi, rimpiangeranno parecchio. A lui poco cambierà, preso ormai dalla sua nuova mission di superstar globale – come soltanto a Los Angeles può accadere -, ma al presidente madridista ha già cambiato molto, almeno sotto il profilo dell’immagine. L’inglese era ed è sempre stato il simbolo della filosofia galattica ed i primi screzi della dirigenza con l’allenatore friulano nacquero proprio per i contrasti che Don Fabio aveva con il centrocampista. Il quale, essendo uomo con tutti i crismi, non solo muscoli, ma anche nervi e cervello, dopo essersi chiarito con Capello, non ha fatto mai mistero della delusione del forzato addio a Madrid, ma senza mai arretrare di un passo.

Da incarnazione suprema del progetto “galacticos” a dissimulazione di un mimetismo da fumo negli occhi: risolino da acrobata ed avanti con un’avventura che rischia di diventare assai meno dirompente. Anche perché è finita anche l’esperienza bianco malva di un monumento come Roberto Carlos – chi al suo posto? – ed in lista d’uscita paiono esservi altri due colossi capelliani come Emerson e Cannavaro. Gli scricchiolii peggiori dell’ultima trasposizione madridista non sono certo arrivati dal reparto difensivo, sul quale invece sono state centrate le attenzioni con la serrata e spietata corte – fallita, peraltro – a Chivu e con gli acquisti di Metzelder e del portoghese Pepe che senza dubbio non può valere i trenta milioni di euro versati nelle casse di un gongolante FC Porto. Un altro sperpero che vedremo quanto ritorno potrà causare, perché in Europa la filosofia dello spendere e spandere non ha mai pagato. Saviola, per quanto ottimo giocatore, non vale un’unghia della ormai stella hollywoodiana, e sarà curioso vedere da qui all’inizio vero e proprio della stagione dove porterà il binario interpretativo percorso fino ad oggi dall’autoritario condottiero della Casa Blanca.

E la sofferenza di fronte a questa visione isterizzata del mito è sempre più presente nell’uomo che incarna più di ogni altro i valori della leggenda madridista, Raúl Gonzales Blanco. Si stancasse lui delle delusioni e dei troppi compromessi di questi ultimi anni, come reagirebbe il popolo del Bernabeu? Sarebbe il caso che lo stesso Calderón si ponesse questa domanda, perché una risposta sensata potrebbe avere effetti assai tonificanti su chi attende – da troppo tempo, ormai – un Real Madrid nuovamente sul tetto d’Europa.

Matteo Asquasciati

LA ROSA DEL REAL MADRID CF 2007-2008

PORTIERI: Iker Casillas (1981), Jerzy Dudek (1973), Antonio Adán (1987)

Sei milioni in cassa per la cessione di Diego López al Villareal, arriva Dudek a costo zero per fare il dodicesimo a Casillas. Portiere solido il polacco, buona, ma non eccelsa alternativa al portierone della Cantera. Forse si poteva pescare un pochino meglio. VOTO: 6,5

DIFENSORI: Michel Salgado (1975), Képler Laveran Lima Ferreira “Pepe” (1983), Sergio Ramos Garcia (1986), Fabio Cannavaro (1973), Cicero João de Cézare “Cicinho” (1980), Marcelo Vieira da Silva Júnior (1988), Iván Helguera Bujía (1975), Christoph Metzelder (1980), Miguel Torres Gómez (1986)

Gran rinnovamento nel reparto arretrato. Finita l’esperienza di Roberto Carlos, si è deciso di rinunciare anche a Raúl Bravo, Francisco Pavón ed Alvaro Mejía, bene o male elementi comunque importanti del Real delle ultime stagioni. Si è deciso di puntare sul tedesco Metzelder, buon jolly difensivo non di primo pelo, e soprattutto su Pepe, forte sì, ma pagato uno sproposito. Se alla fine Cannavaro resta, è senz’altro una difesa coi fiocchi, ma a che prezzo è stata costruita? VOTO: 7

CENTROCAMPISTI: Mahamadou Diarra (1981), Emerson Ferreira da Rosa (1976), José Maria Gutiérrez “Guti” (1976), Fernando Rubén Gago (1986), Javier Angel Balboa Osa (1985), Francisco Javier Garcia (1987), Rubén De la Red Gutiérrez (1985), Esteban Granero Molina (1987), Júlio César Baptista (1981)

A parte l’addio a Beckham, movimenti soltanto di rientro da prestiti e nessun spostamento altisonante. Mancano alternative di alto livello ai tre titolari, anche in questo caso non sembra che il Real Madrid si sia rafforzato, a meno di qualche colpo in canna (Quaresma?) ancora da sparare. VOTO: 7

ATTACCANTI: Raúl González Blanco (1977), Ruud van Nistelrooy (1976), Robson de Souza “Robinho” (1984), Javier Saviola (1981), Antonio Cassano (1982), Gonzalo Higuaín (1987), Roberto Soldado (1985)

L’attacco dei sogni si arricchisce di un altro prezioso elemento: Javier Saviola. El Conejo porta sicuramente altra strabiliante qualità in un reparto eccezionale, ma resta comunque un dubbio: le Champions si vincono con duecento attaccanti e nessun centrocampista all’altezza? La risposta è ovvia. In ogni caso un attacco con pochi eguali al mondo. VOTO: 9

LA PROBABILE FORMAZIONE (4-3-2-1): Casillas; Metzelder, Cannavaro, Pepe, Sergio Ramos; Guti, Emerson, Diarra; Robinho, Saviola; van Nistelrooy. Allenatore: Bernd Schuster.

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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Mar Set 04, 2007 11:09 pm

Queste 2 sono le partite da temere,mentre con l'Olimpiakos sarà una passeggiata!!!!!!!!
Speriamo

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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Mer Set 05, 2007 11:26 pm

IO PENSO KE IL GIRONE NN SIA DIFFICILE .. POSSIAMO FARCELA .. MA NN DOBBIAMO SBAGLIARE NULLA ..
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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Mer Set 05, 2007 11:31 pm

ciao e benvenuto innanzitutto,
cmq spero che ti piaccia questo forum e spero che farai pubblicita al nostro forum....spero che scriverai tanto qui e se vuoi ci puoi votare nelle migliori top100 italiane.....su annucni e novità vi scriveremo il nostro piazzamento in classifica..........
cmq ritornando all'argomento champions hai perfettamente ragione il girone è facile considerando qll della Roma e tutti uniti possiamo farcela....insomma con il Werder se la giochiamo.
Ciao e Benvenuto

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MessaggioTitolo: Anticipi in campionati per causa Champions   Sab Set 08, 2007 3:53 pm

Per effetto di questo girone avremo i seguenti anticipi al Sabato:
15/9
LAZIO-EMPOLI
3/11
LAZIO-FIORENTINA
8/12
LAZIO-CATANIA

Purtroppo sono capitate TUTTE PARTITE IN CASA CHE SFIGA!

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MessaggioTitolo: Bacheca Lazio   Sab Set 08, 2007 4:06 pm

La Bacheca della SS Lazio 1900
Scudetto

1973-74 1999-2000
Coppa Italia

1958 1997-98 1999-2000 2003-2004
Supercoppa Italiana

1998 2000
Coppa delle Coppe

1998-99
Supercoppa Europea

1999


Il lungo volo dell'Aquila!
1900 Nasce la Società Podistica Lazio
1900-05 Attività calcistica a carattere locale
1906 1a nel Torneo Laziale di calcio
1907 1a nel Torneo Calcistico Interregionale
1908-09 Attività calcistica a carattere locale
1910 1a nel Campionato regionale di 3a Categoria
1911 1a nel Campionato regionale di 3a Categoria
1912 1a nel Campionato regionale di 3a Categoria
1912-13 1a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 1a nel Girone Interregionale, Finalista Nazionale
(sconfitta dalla Pro Vercelli in finale)
1913-14 1a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 1a nel Girone Interregionale, Finalista Nazionale
(sconfitta dal Casale in finale)
1914-15 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, sospeso per la guerra
1916-19 Attività sospesa per la guerra
1919-20 3a nel Girone Laziale del Campionato Italiano
1920-21 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 3a nel Girone A della semifinale Interregionale
1921-22 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano
1922-23 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 1a nel Girone Interregionale B, vincente Finale Sud,
Finalista Nazionale (sconfitta dal Genoa in finale)
1923-24 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 2a nel Girone A della semifinale Interregionale
1924-25 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 2a nel Girone A della semifinale Interregionale
1925-26 3a nel Girone Laziale del Campionato Italiano
1926-27 1a nel Girone D della I Divisione
1927-28 10a nel Girone A del Campionato Nazionale
1928-29 8a nel Girone B del Campionato Nazionale
1929-30 15a in Serie A
1930-31 8a in Serie A
1931-32 13a in Serie A
1932-33 10a in Serie A
1933-34 10a in Serie A
1934-35 5a in Serie A
1935-36 7a in Serie A
1936-37 2a in Serie A
1937-38 8a in Serie A
1938-39 9a in Serie A
1939-40 4a in Serie A
1940-41 14a in Serie A
1941-42 4a in Serie A
1942-43 9a in Serie A
1945-46 7a in Serie A (girone centro-sud)
1946-47 10a in Serie A
1947-48 10a in Serie A
1948-49 13a in Serie A
1949-50 4a in Serie A
1950-51 4a in Serie A
1951-52 4a in Serie A
1952-53 10a in Serie A
1953-54 11a in Serie A
1954-55 12a in Serie A
1955-56 3a in Serie A
1956-57 3a in Serie A
1957-58 12a in Serie A, vince la Coppa Italia
1958-59 11a in Serie A
1959-60 12a in Serie A
1960-61 18a in Serie A. Retrocessa in Serie B
1961-62 4a in Serie B
1962-63 2a in Serie B. Promossa in Serie A
1963-64 8a in Serie A
1964-65 14a in Serie A
1965-66 12a in Serie A
1966-67 15a in Serie A. Retrocessa in Serie B
1967-68 11a in Serie B
1968-69 1a in Serie B. Promossa in Serie A
1969-70 8a in Serie A
1970-71 15a in Serie A. Retrocessa in Serie B
1971-72 2a in Serie B. Promossa in Serie A
1972-73 3a in Serie A
1973-74 Campione d'Italia
1974-75 4a in Serie A
1975-76 13a in Serie A
1976-77 5a in Serie A
1977-78 11a in Serie A
1978-79 8a in Serie A
1979-80 13a in Serie A. Retrocessa in Serie B per decisione del Giudice Sportivo
1980-81 4a in Serie B
1981-82 10a in Serie B
1982-83 2a in Serie B. Promossa in Serie A
1983-84 13a in Serie A
1984-85 15a in Serie A. Retrocessa in Serie B
1985-86 12a in Serie B
1986-87 16a in Serie B dopo spareggi
1987-88 3a in Serie B. Promossa in Serie A
1988-89 10a in Serie A
1989-90 9a in Serie A
1990-91 11a in Serie A
1991-92 10a in Serie A
1992-93 5a in Serie A
1993-94 4a in Serie A
1994-95 2a in Serie A
1995-96 3a in Serie A
1996-97 4a in Serie A
1997-98 7a in Serie A, vince la Coppa Italia
1998-99 2a in Serie A, vince la Coppa delle Coppe, vince la Supercoppa Italiana
1999-00 Campione d'Italia, vince la Coppa Italia, vince la Supercoppa Europea
2000-01 3a in Serie A, vince la Supercoppa Italiana
2001-02 6a in Serie A
2002-03 4a in Serie A
2003-04 6a in Serie A, vince la Coppa Italia
2004-05 10a in Serie A
2005-06 5a in Serie A (retrocessa al 16mo posto)
2006-07 3a in Serie A

cheers ave La Bacheca della SS Lazio 1900

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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Dom Set 09, 2007 1:40 pm

li vedi i trofei che ha vinto la lazio Kevin!!! lol! lol! Cool Laughing Twisted Evil

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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Dom Set 09, 2007 1:46 pm

direi che a parte i primi 10, poi c'è il...nulla! Twisted Evil


cos'è sta robetta da rione, a parte due o tre coppette, vedo tante Retrocessioni!!!

1906 1a nel Torneo Laziale di calcio
1907 1a nel Torneo Calcistico Interregionale
1908-09 Attività calcistica a carattere locale
1910 1a nel Campionato regionale di 3a Categoria
1911 1a nel Campionato regionale di 3a Categoria
1912 1a nel Campionato regionale di 3a Categoria
1912-13 1a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 1a nel Girone Interregionale, Finalista Nazionale
(sconfitta dalla Pro Vercelli in finale)
1913-14 1a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 1a nel Girone Interregionale, Finalista Nazionale
(sconfitta dal Casale in finale)
1914-15 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, sospeso per la guerra
1916-19 Attività sospesa per la guerra
1919-20 3a nel Girone Laziale del Campionato Italiano
1920-21 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 3a nel Girone A della semifinale Interregionale
1921-22 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano
1922-23 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 1a nel Girone Interregionale B, vincente Finale Sud,
Finalista Nazionale (sconfitta dal Genoa in finale)
1923-24 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 2a nel Girone A della semifinale Interregionale
1924-25 2a nel Girone Laziale del Campionato Italiano, 2a nel Girone A della semifinale Interregionale
1925-26 3a nel Girone Laziale del Campionato Italiano
1926-27 1a nel Girone D della I Divisione
1927-28 10a nel Girone A del Campionato Nazionale
1928-29 8a nel Girone B del Campionato Nazionale
1929-30 15a in Serie A
1930-31 8a in Serie A
1931-32 13a in Serie A
1932-33 10a in Serie A
1933-34 10a in Serie A
1934-35 5a in Serie A
1935-36 7a in Serie A
1936-37 2a in Serie A
1937-38 8a in Serie A
1938-39 9a in Serie A
1939-40 4a in Serie A
1940-41 14a in Serie A
1941-42 4a in Serie A
1942-43 9a in Serie A
1945-46 7a in Serie A (girone centro-sud)
1946-47 10a in Serie A
1947-48 10a in Serie A
1948-49 13a in Serie A
1949-50 4a in Serie A
1950-51 4a in Serie A
1951-52 4a in Serie A
1952-53 10a in Serie A
1953-54 11a in Serie A
1954-55 12a in Serie A
1955-56 3a in Serie A
1956-57 3a in Serie A
1957-58 12a in Serie A, vince la Coppa Italia
1958-59 11a in Serie A
1959-60 12a in Serie A
1960-61 18a in Serie A. Retrocessa in Serie B
1961-62 4a in Serie B
1962-63 2a in Serie B. Promossa in Serie A
1963-64 8a in Serie A
1964-65 14a in Serie A
1965-66 12a in Serie A
1966-67 15a in Serie A. Retrocessa in Serie B
1967-68 11a in Serie B
1968-69 1a in Serie B. Promossa in Serie A
1969-70 8a in Serie A
1970-71 15a in Serie A. Retrocessa in Serie B
1971-72 2a in Serie B. Promossa in Serie A
1972-73 3a in Serie A
1973-74 Campione d'Italia
1974-75 4a in Serie A
1975-76 13a in Serie A
1976-77 5a in Serie A
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1998-99 2a in Serie A, vince la Coppa delle Coppe, vince la Supercoppa Italiana
1999-00 Campione d'Italia, vince la Coppa Italia, vince la Supercoppa Europea
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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Dom Set 09, 2007 3:35 pm

Suspect lol!

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MessaggioTitolo: Siviglia verso il rientro in gruppo   Dom Set 09, 2007 11:28 pm

Siviglia verso il rientro in gruppo

9 settembre 2007 – (stop) Giornata di riposto per i calciatori della Lazio, che da domani pomeriggio cominceranno a preparare l’anticipo di sabato con l’Empoli. Sono cinque i ragazzi di Rossi che la settimana scorsa hanno lavorato a parte: Mauri, Stendardo, Mudingayi, Firmani e Siviglia. I primi quattro sono tutti recuperabili per sabato, mentre questa dovrebbe essere la settimana in cui Siviglia torna ad allenarsi in gruppo, ma lui con l’Empoli non ci sarà. In società sono ormai rientrare le dimissioni di Sabatini: manca solo l’ufficialità, ma il d.s. è già tornato al lavoro a Formello.
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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Dom Set 09, 2007 11:41 pm

forza Lazio!!! wav
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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Lun Set 10, 2007 10:23 am

bravo kevin!!!!!!!!!!!!!!!

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MessaggioTitolo: Lazio   Mar Set 11, 2007 10:53 pm

Muro Ultras degli Irriducibili

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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Ven Set 14, 2007 7:47 pm

Ragazzi però questa sezione ha come titolo "il muro degli Ultras",perciò qui dentro è bene parlare solo ed esclusivamente di quello che succede in curva e fuori, per il calcio giocato e tutto ciò che gli ruota attorno c'è già una sezione.
I risultati,la storia della squadra vanno messe di la,non qui.. qui al massimo potete postare la storia dei gruppi della Nord,non di più.. rischi di far confusione altrimenti.
PS. piccolo consiglio,per ora,Come muro,crea solo una discussione dove tutti gli Ultras d'Italia si possano salutare.. è esagerato che ogni squadra abbia il suo spazio,almeno per ora.. rischia di diventare dispersivo.
Stessa storia per le sezioni,sono troppo,è brutto vedere così tante sezioni.. all'inizio devi far un qualcosa di semplice per invogliare la gente.
Scusate dell'OT e spero che vi sia stato d'aiuto.
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MessaggioTitolo: Re: Lazio   Ven Set 14, 2007 8:21 pm

a ok grazie 1000 del consiglio ora provvedero

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MessaggioTitolo: Inizia bene l'avventura della Lazio   Mer Set 19, 2007 8:03 pm




Comincia con un buon pareggio l’avventura della S.S. Lazio nella fase a gironi della UEFA Champions League. Nell’atmosfera surreale del Georgios Karaiskakiks, senza tifosi, la formazione di Delio Rossi blocca sull’1-1 l’Olympiacos CFP. Succede tutto nella ripresa ad Atene: Luciano Galletti porta in vantaggio i greci al 55’, il capitano Luciano Zauri gli risponde a tredici minuti dalla fine. Le due squadre si trovano così a pari punti nella classifica del girone, a due lunghezze di distanza dal Real Madrid CF vittorioso sul Werder Bremen.
Formazioni
Turn-over per i biancocelesti, che cambiano per quattro undicesimi la squadra he ha pareggiato 0-0 contro l’Empoli FC. In porta c’è Marco Ballotta e non Nestor Fernando Muslera, in difesa Lorenzo De Silvestri rimpiazza lo squalificato Valon Behrami; a centrocampo Christian Manfredini e Stefano Mauri rilevano Massimo Mutarelli e Simone Del Nero. Una sola novità nell’Olympiakos rispetto alla formazione che il 3 settembre ha impattato contro il Panathinaikos FC: il capitano Predrag Djordjević prende il posto del nuovo acquisto Darko Kovačević.
Chance su punizione
La prima azione pericolosa è dei greci: Vassilis Torossidis crossa dalla destra, Djordjević riesce a impattare il pallone con il petto ma manda alto. Dopo l’ammonizione di Christos Patsatzoglou, la Lazio risponde al 7’ con una punizione di Cristián Ledesma, che costringe Antonios Nikopolidis a una deviazione in tuffo. Al 21’ un sinistro di Goran Pandev non crea apprensioni al portiere greco, al 22’ Didier Domi crossa male dopo un interessante spunto sulla sinistra.
Bravo Ballotta
Al 32’ la Lazio ha una grande opportunità, ma sul sinistro di Mauri – già attivo in due circostanze precedenti – è perfetto l’intervento in scivolata Michał Żewłakow. Quattro minuti dopo, invece, il difensore polacco “buca” sul cross di Tommaso Rocchi e costringe Domi a un improvviso salvataggio in corner. Al 37’ c’è lavoro per Ballotta: l’argentino Luciano Galletti trova un varco sulla destra, sul suo tiro il portiere della Lazio è provvidenziale.
Segna Galletti
Nella ripresa la prima chance è ancora per l’Olympiacos: su un corner di Galletti, Paraskevas Antzas sceglie bene il tempo e il suo colpo di testa costringe Ballotta a un intervento in due tempi. Ma il gol è nell’aria e arriva al 55’: Djordjević, di prima, lancia Galletti sul filo di fuorigioco, l’argentino con una finta supera Ballotta e deposita in rete eludendo l’intervento in scivolata di Emílson Sánchez Cribari.
Pressione greca
Al 58’ un tiro deviato di Romana LuaLua per poco non trova il raddoppio, tre minuti dopo Rossi richiama Mauri e getta nella mischia Mutarelli. Ma sono sempre i greci a premere: un tiro-cross di Patsatzoglou costringe Ballotta alla deviazione di spalla, poi Djordjević non inquadra la porta con un sinistro dalla distanza.
Carta Del Nero
Nella Lazio al 70’ entra Del Nero al posto di Manfredini e dopo due minuti la formazione biancoceleste costruisce una palla-gol ma sugli sviluppi della punizione di Ledesma, Guglielmo Stendardo è anticipato di testa da Ieroklis Stoltidis. Due tiri di LuaLua e Ledesma non impensieriscono Ballotta e Nikopolidis.
Pari di Zauri
Al 77’, quasi inaspettatamente, la Lazio trova il pareggio. Pandev, defilato sulla sinistra, attira su di sé tre avversari e serve con un pallone filtrante Zauri: il capitano, in sospetto fuorigioco, “fulmina” di destro Nikopolidis. Panagiotis Lemonis si gioca la carta Kovačević, che rileva Patsatzoglou; Rossi richiama Lorenzo De Silvestri e inserisce Lionel Scaloni. Pandev avrebbe il colpo del ko a quattro minuti dalla fine, ma il portiere di casa si salva con il piede e si ripete all’89’ su Rocchi. Dopo tre minuti di recupero, il fischio finale di Eric Braamhaar sancisce l’1-1 finale.

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